“.... il nostro è un periodo storico in cui i concetti legati alla tutela e al rispetto ambientale hanno già superato la fase di trend e moda per raggiungere una maturità che gli ha permesso di passare da ideologia d’avanguardia, limitata a pochi sostenitori, a un concetto diffuso e radicato nella coscienza dei più ...
Quindi, da una parte una crescente responsabilità ambientale del singolo, dall’altra un sistema di leggi nazionali ed europee che spingono alla tutela ambientale e al risparmio energetico, fanno si che in edilizia si vengano a creare quei nuovi paradigmi costruttivi che già in altri campi, hanno fatto, del risparmio energetico, l’elemento centrale della progettazione.
Il costruito diventa così, a tutti gli effetti, protagonista dello sforzo globale di sostenibilità che si sta delineando in virtù della non trascurabilità dei suoi impatti sull’ambiente.
In quest’ottica l’edificio viene concepito anche come macchina, dove cioè essere progettato come un sistema in grado di essere efficace ed efficiente, seppur quest’ultimo elemento non debba sopraffare gli aspetti di vivibilità e tradizione edilizia. Se infatti , in un primo tempo, i paradigmi progettuali degli edifici passivi sembravano legare in modo univoco lo stile architettonico alle prestazioni energetiche del costruito, una visione più matura ha poi spinto a scindere il fine dal mezzo, ovvero l’efficienza energetica dell’edificio dalle soluzioni tecniche e architettoniche utilizzate per ottenerla.
L’obiettivo che ci poniamo e quello di fare un percorso evolutivo che ci possa permettere di tradurre il concetto di edificio passivo in una soluzione architettonica in piena sintonia con la tradizione italiana”